La camomilla e i principi attivi vegetali nella cosmeceutica

“Non è la parte, ma il tutto che fa la differenza”. Questo sosteneva Paracelso, medico, alchimista e astrologo svizzero vissuto tra il 1493 e il 1541. Paracelso non conosceva il metodo scientifico moderno, ma la sua osservazione della natura e le sue esperienze cliniche, hanno fatto di lui per secoli un importante punto di riferimento.

Per dimostrare l’importanza dell’attività di un fitocomplesso rispetto a quella di un suo principio attivo isolato un buon esempio è la camomilla, pianta medicinale dotata di tante funzioni benefiche, utilizzata molto spesso nell’alleviare disturbi a livello della cute, del sistema nervoso, dell’apparato digerente, ecc.

Si è confrontata la Matricaria chamomilla, ossia il fitocomplesso (che contiene l’olio essenziale con l’azulene, i flavonoidi rutina, quercetina, cumarine, vitamine varie, l’acido salicilico, ecc.) con il suo principale principio attivo isolato, ossia l’azulene. L’azulene ha proprieta’ cicatrizzanti, antiflogistiche e batteriostatiche (contro stafilococco aureo, streptococco emolitico, proteus vulgaris)e risulta efficace in varie infiammazioni della pelle, eczemi, ulcere alle gambe, prurito vulvare, orticaria.

Si sono testate due emulsioni di azulene (A) e di fitocomplesso (B) con la stessa quantità di azulene e un placebo (C), valutando sulla cute, con il sebometro, la corneometria (valutazione dello strato corneo), la sebometria (valutazione del film idrolipidico) e il pH (l’acidità della pelle) in 15 donne dai 22 ai 33 anni, suddivise in tre gruppi di 5, applicando il prodotto per 30 giorni, una volta al giorno e misurando gli effetti prima e alla fine delle applicazioni.

Per rendere più semplice, senz’altro meno scientifica ma ugualmente attendibile, la comprensione della valutazione, si è fatta una media dei valori ottenuti evidenziando (vedi grafico seguente), senza alcun dubbio, la grande differenza di attività delle due emulsioni tra loro e del placebo. Questo risultato conferma che, come asseriva Paracelso, “non è la parte, ma il tutto che fa la differenza” e mostra la strada più attendibile da intraprendere, perché il

fitocomplesso costruito nel laboratorio della natura contiene tali e tanti principi attivi in perfetto equilibrio e con effetto sinergico tra loro, che è un peccato sottovalutarne l’importanza rispetto ad un solo principio attivo isolato.Lasciamo dunque alla natura, attraverso la sua diversità, il compito di produrre per noi ed a nostro vantaggio quei principi utili per l’alimentazione, la bellezza e la salute.

Il Mondo Vegetale, attraverso i suoi laboratori chimici, è in grado di fornire all’uomo tutti gli elementi utili per una vita più sana e più equilibrata e l’Ecclesiaste ci ricorda che “Deus creavit de terra medicamenta et vir prudens non aborrebit hilla” “Dio creò dalla terra i medicamenti e l’uomo prudente non li trascurerà”.

Prof. Umberto Nardi

Facoltà di Medicina e Chirurgia

Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

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