Giornata Mondiale Menopausa

La menopausa, sintomi e rimedi naturali

La menopausa rappresenta una fase inevitabile nella vita della donna, caratterizzata da una significativa diminuzione di estrogeni e progesterone, gli ormoni femminili responsabili della regolazione del ciclo mestruale e di molte altre funzioni nel corpo. Questa transizione, che spesso si manifesta tra i 45 e i 55 anni, porta con sé una serie di sintomi secondari fastidiosi che possono influire significativamente sulla qualità della vita. Vampate di calore, sudorazione notturna, sbalzi d’umore, gonfiore e stanchezza sono solo alcune delle sfide che le donne in questa fase si trovano ad affrontare.

Tuttavia, negli ultimi anni si è assistito a un crescente interesse verso un approccio più naturale e integrato per il trattamento dei sintomi della menopausa. Questo trend di affrontare la menopausa in modo costruttivo e ottimista rappresenta un’evoluzione culturale che sta spostando il focus dall’imbarazzo e dal disagio verso una celebrazione della resilienza femminile. Le donne sono incoraggiate a prendere il controllo del proprio benessere, sostenute da una vasta gamma di prodotti innovativi, campagne pubblicitarie inclusive e un crescente dialogo sociale. 

Trattamento dei Sintomi: Quale Integratore Utilizzare?

La terapia ormonale sostitutiva (HRT) rappresenta uno dei principali strumenti per il trattamento della menopausa in quanto può alleviare i sintomi con l’introduzione per via sistemica di ormoni che il corpo non produce più. Ma è possibile trattare la menopausa con terapie naturali? Uno stile di vita sano, un’alimentazione equilibrata, l’esercizio fisico e relax possono aiutare a ridurre i sintomi?

Vediamo insieme i sintomi legati alla menopausa e le diverse strategie e trattamenti per gestirli efficacemente utilizzando integratori e rimedi naturali.

Vampate di Calore e Sudorazione: Disturbi della Menopausa

Uno dei sintomi più comuni e fastidiosi della menopausa sono le vampate di calore, spesso accompagnate da sudorazioni notturne. Questi fenomeni sono causati dalla riduzione dei livelli di estrogeni, che interferisce con la regolazione della temperatura corporea. In caso di vampate di calore e sudorazioni notturne, molte donne cercano alternative naturali per alleviare il disagio. Tra i rimedi naturali per la menopausa, alcune erbe come il trifoglio rosso e la salvia hanno dimostrato un effetto positivo nel ridurre l’intensità di questi episodi. Inoltre, gli integratori a base di erbe come il cohosh nero sono noti per aiutare a controllare i sintomi senza gli effetti collaterali associati alla TOS.
La Cimicifuga racemosa, anche conosciuta come Black Cohosh o Cohosh nero, è una pianta perenne originaria del Nord America, usata tradizionalmente dai nativi americani per vari scopi medicinali. Oggi, la Cimicifuga racemosa è comunemente utilizzata in fitoterapia, specialmente per alleviare i sintomi associati alla menopausa.
La Cimicifuga racemosa contiene composti attivi come triterpeni glicosidi e flavonoidi, che si ritiene possano influenzare i recettori degli estrogeni e agire sul sistema nervoso centrale.  È ampiamente utilizzata per ridurre la frequenza e l’intensità delle vampate di calore. Può aiutare a diminuire le sudorazioni notturne. Aiuta a migliorare la lubrificazione vaginale.

Diminuzione della libido: Riduzione del desiderio sessuale.

La menopausa, di per sé non preclude la possibilità di avere rapporti sessuali soddisfacenti, ma può influenzare la funzione in vari modi a causa dei cambiamenti ormonali che si verificano durante questa fase. Tuttavia, molte donne continuano a sperimentare orgasmi e a godere di una vita sessuale soddisfacente anche dopo la menopausa. I principali fattori fisiologici che possono avere un’influenza negativa sono la secchezza vaginale, l’assottigliamento dei tessuti vaginali ed il cambiamenti nella circolazione sanguigna. Altri Fattori Influenzanti sono di tipo psicologico come lo stress e l’ansia, la preoccupazione per i cambiamenti fisici e il timore di non essere più attraenti. Tutto ciò può influenzare la libido e la capacità di raggiungere l’orgasmo.

Strategie per Migliorare la Funzione Sessuale

  1. Lubrificanti e idratanti vaginali: Possono alleviare la secchezza vaginale e migliorare il comfort durante i rapporti sessuali.
  2. Terapia ormonale: La terapia estrogenica locale (come creme o anelli vaginali) può migliorare la salute vaginale e la funzione sessuale.
  3. Comunicazione con il partner: Discutere apertamente delle preoccupazioni e delle necessità sessuali può migliorare l’intimità e la soddisfazione sessuale.
  4. Terapia sessuale: Può essere utile per affrontare problemi psicologici o di relazione che influenzano la funzione sessuale.

Rimedi Naturali per una Migliore Attività Sessuale

Il trifoglio rosso (Trifolium pratense) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle leguminose. È comunemente utilizzato in fitoterapia per le sue proprietà medicinali, in particolare per alleviare i sintomi della menopausa.
Il trifoglio rosso è ricco di isoflavoni, composti chimici simili agli estrogeni che possono aiutare a bilanciare i livelli ormonali nelle donne in menopausa. Può ridurre vampate di calore, sudorazioni notturne e secchezza vaginale. Gli isoflavoni del trifoglio rosso possono contribuire a mantenere la densità ossea, riducendo il rischio di osteoporosi postmenopausale.

Sbalzi di Umore, Disturbi del Sonno e Sintomi Emotivi

Gli sbalzi d’umore sono un sintomo comune durante la premenopausa e la menopausa, causati dalle fluttuazioni nei livelli di estrogeni e progesterone. Questi cambiamenti ormonali possono influire sui neurotrasmettitori come la serotonina, il cosiddetto “ormone della felicità”, contribuendo a sentimenti di irritabilità, ansia e persino depressione.
La Passiflora incarnata, comunemente conosciuta come passiflora o fiore della passione, è una pianta medicinale utilizzata tradizionalmente per le sue proprietà calmanti e sedative. Originaria delle Americhe, la passiflora è impiegata in fitoterapia per trattare vari disturbi legati all’ansia e al sonno. Nota per le sue proprietà ansiolitiche, aiuta a ridurre l’ansia e a promuovere una sensazione di calma. Può essere utilizzata per alleviare lo stress e migliorare il benessere emotivo.
I composti attivi della passiflora, come flavonoidi, alcaloidi e glicosidi, si ritiene influenzino il sistema nervoso centrale. Questi composti possono aumentare i livelli di acido gamma-aminobutirrico (GABA) nel cervello, un neurotrasmettitore che riduce l’attività neuronale, favorendo il rilassamento e la calma, utile nella cura dei disturbi del sonno.
L’ashwagandha (Withania somnifera) a sua volta ha suscitato grande interesse in recenti studi come fattore con estrema influenza positiva su stress e ansia, funzione sessuale, prestazioni atletiche, prestazioni cognitive, dolore, affaticamento, funzione tiroidea, diabete, insonnia e ipercolesterolemia.

Gonfiore, Aumento di Peso e Ritenzione Idrica

Durante la menopausa, molte donne lamentano una maggiore sensazione di gonfiore e aumento di peso, soprattutto nella zona addominale. Questi cambiamenti sono in parte legati alla produzione di ormoni femminili che, riducendosi, rallentano il metabolismo e favoriscono la ritenzione idrica. Per contrastare questi disturbi, i rimedi naturali si concentrano su integratori e piante con proprietà diuretiche, come il il tarassaco, la betulla. Questi ingredienti sono noti per favorire il drenaggio dei liquidi e migliorare la funzionalità renale, contribuendo così a ridurre il gonfiore in menopausa.

Anche il controllo dell’alimentazione gioca un ruolo cruciale. Una dieta ricca di fibre e povera di zuccheri raffinati può aiutare a tenere sotto controllo il peso e la ritenzione idrica.

La Fitoterapia,  gli Isoflavoni ed i Fitoestrogeni - Rimedi Naturali per Contrastare i Sintomi della Menopausa

I fitoestrogeni sono composti di origine vegetale con una struttura chimica e alcune funzioni simili a quelle degli estrogeni naturali prodotti dall’organismo umano. Gli isoflavoni sono fitoestrogeni che possono aiutare a bilanciare i livelli ormonali nelle donne in menopausa e vantano spiccate doti anti-ossidative, anti-infiammatorie e rafforzanti del microcircolo.

Gli Isoflavoni come quelli contenuti nel Trifoglio Rosso e nelle Cimicifuga possono contrastare i disturbi della menopausa in modo efficace. Possono infatti ridurre vampate di calore, sudorazioni notturne e secchezza vaginale, sintomi comuni della menopausa. Gli isoflavonoidi inoltre vantano altri benefici effetti, utili soprattutto in questa fase della vita di una donna. Vediamoli insieme.

Salute delle ossa:

Gli isoflavoni del trifoglio rosso possono contribuire a mantenere la densità ossea, riducendo il rischio di osteoporosi postmenopausale.

Salute cardiovascolare:

Miglioramento del profilo lipidico: gli isoflavoni possono contribuire a ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” LDL e aumentare il colesterolo “buono” HDL, favorendo la salute cardiovascolare.

Proprietà antinfiammatorie:

I composti presenti nel trifoglio rosso hanno effetti antinfiammatori che possono contribuire a ridurre l’infiammazione nelle arterie.

Salute della pelle:

Trattamento delle condizioni cutanee: Utilizzato esternamente, il trifoglio rosso può aiutare a trattare condizioni come eczema e psoriasi grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e rigeneranti.

Supporto al sistema immunitario:

Proprietà antiossidanti: Gli antiossidanti presenti nel trifoglio rosso possono contribuire a proteggere le cellule dai danni ossidativi, supportando il sistema immunitario.

Un integratore per la menopausa completo

Conclusione

In sintesi, la menopausa rappresenta un periodo di cambiamenti significativi nella vita della donna, ma con un approccio naturale e consapevole è possibile contrastare i sintomi secondari particolarmente fastidiosi. Gli integratori alimentari e i rimedi naturali offrono una valida alternativa alla terapia ormonale sostitutiva, soprattutto per le donne che preferiscono soluzioni più delicate e senza effetti collaterali. Le erbe come il cohosh nero, la cimicifuga, il trifoglio rosso e gli integratori di magnesio, vitamina D e omega-3 sono solo alcune delle opzioni disponibili per migliorare la qualità della vita durante questa fase.

Le donne stanno sempre più cercando soluzioni per gestire i sintomi della menopausa in modo naturale e personalizzato. Prodotti come integratori naturali (a base di trifoglio rosso o cohosh nero), creme per la secchezza vaginale, e linee dermocosmetiche specifiche per la menopausa sono sempre più diffusi. Questo aumento della domanda è in parte alimentato dalle campagne che normalizzano la menopausa come una fase di transizione, e non come un problema da nascondere

Con una combinazione di cambiamenti nello stile di vita, una dieta equilibrata e l’uso di prodotti e rimedi naturali, è possibile affrontare la menopausa in modo sereno e mantenere un senso di benessere generale. Come sempre, è fondamentale consultare un medico o un erborista qualificato prima di iniziare qualsiasi trattamento per assicurarsi che sia adatto a te.

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“Hack Your Health”: 6 cose che ci insegna il documentario di Netflix sul Microbiota Intestinale

"Hack your health" il microbiota intestinale su Netflix

Nell’era moderna, siamo sempre più consapevoli di quanto l’alimentazione influenzi la nostra salute. Nel documentario di Netflix “Hack your Health: I segreti dell’alimentazione”, viene esplorata la profonda connessione tra la nostra dieta e il benessere generale del corpo. A tal riguardo, un aspetto particolarmente affascinante è il ruolo del microbiota intestinale. Questo termine, ancora poco conosciuto, si riferisce all’insieme di trilioni di microrganismi che popolano il nostro intestino. Questi minuscoli abitanti non solo giocano un ruolo cruciale nella digestione, ma hanno anche un impatto significativo sul nostro sistema immunitario, sul metabolismo e persino sul nostro umore. Scopriamo insieme gli aspetti più importanti che vengono discussi nel documentario di Netflix ed il perché sia così importante conoscere e tenere sotto controllo il nostro microbiota intestinale. 

1. Il 99% dei microbi nel nostro corpo fanno bene alla salute

Batteri e microbi vengono spesso associati a malattie ed infezioni. In realtà il 99% dei microorganismi che compongono il microbiota intestinale svolge molte funzioni essenziali per la salute umana. Queste includono la digestione degli alimenti, la sintesi di vitamine, la regolazione del sistema immunitario e la protezione contro agenti patogeni. I batteri intestinali producono anche acidi grassi a catena corta che sono fondamentali per mantenere l’integrità della barriera intestinale e per modulare l’infiammazione.

2. La composizione del microbiota è unica per ogni individuo

La composizione del microbiota intestinale è unica per ogni individuo, influenzata da una varietà di fattori tra cui genetica, dieta, ambiente e stile di vita. Studi recenti hanno dimostrato che, sebbene esistano alcune “famiglie” comuni di batteri associati a un microbiota sano, la combinazione specifica di ceppi microbici varia notevolmente da persona a persona. Questo rende il microbiota intestinale un ecosistema altamente individualizzato che risponde in modo diverso ai vari stimoli e trattamenti.

In pratica possiamo dire che la composizione del nostro microbiota intestinale è influenzata da alcuni fattori fattori ovvi, come tutto quello che introduciamo nella nostra bocca, ma anche da elementi meno chiari come chi baciamo e i paesi che abbiamo visitato, il rapporto che abbiamo con i nostri animali domestici, il tipo di attività fisica che facciamo regolarmente ed anche le esperienze della nostra infanzia. 

3. Il cibo che mangiamo ha un impatto sulla biodiversità del microbiota

Dieta e Microbiota: Un Legame Indissolubile

La dieta è uno dei fattori più influenti sulla composizione del microbiota intestinale. Un’alimentazione ricca di fibre, frutta, verdura e alimenti fermentati favorisce la crescita di batteri benefici. In particolare, le fibre alimentari non digeribili, conosciute come prebiotici, sono una fonte di nutrimento per i batteri buoni del nostro intestino.

D’altro canto, una dieta ricca di zuccheri, grassi saturi e alimenti trasformati può alterare il microbiota, favorendo la crescita di batteri patogeni e infiammatori. Questo squilibrio, noto come disbiosi, è associato a vari disturbi, tra cui obesità, diabete di tipo 2, sindrome dell’intestino irritabile e malattie infiammatorie intestinali.

4. La mancanza di alcuni batteri nel microbiota è associata alla presenza di sintomi di depressione

Lo stress psicologico e fisico può influenzare negativamente il microbiota intestinale. Situazioni di stress prolungato possono alterare la composizione del microbiota, riducendo la quantità di batteri benefici e aumentando la proliferazione di microrganismi dannosi.

La gestione dello stress attraverso tecniche di rilassamento, come lo yoga, la meditazione e l’esercizio fisico regolare, può avere effetti positivi sul microbiota. Inoltre, uno stile di vita equilibrato che include una dieta sana, un sonno adeguato e il tempo per il relax può contribuire a mantenere il microbiota in salute.

Microbiota e Malattie

Uno squilibrio nella composizione del microbiota, noto come disbiosi, è stato associato ad una serie di condizioni patologiche, tra cui malattie infiammatorie intestinali, obesità, diabete ma anche disturbi neurodegenerativi come l’Alzheimer e la malattia di Parkinson. La disbiosi può portare alla sovrapproduzione di sostanze infiammatorie che, attraverso la circolazione sanguigna, possono raggiungere il cervello e contribuire allo sviluppo di disfunzioni cerebrali, influenzando la salute mentale.

5. Gli antibiotici, pur essendo essenziali per combattere le infezioni batteriche, hanno un impatto negativo significativo sul microbiota intestinale.

Gli antibiotici sono essenziali per combattere le infezioni batteriche, ma il loro uso eccessivo o inappropriato può avere effetti negativi sul microbiota intestinale. Gli antibiotici non distinguono tra batteri patogeni e batteri benefici e il loro uso può portare a una riduzione della diversità microbica e a uno squilibrio del microbiota.

Questo squilibrio può aumentare la suscettibilità alle infezioni, contribuire allo sviluppo di resistenze antibiotiche e avere implicazioni a lungo termine sulla salute generale. È importante utilizzare gli antibiotici solo quando strettamente necessario e seguire sempre le indicazioni del medico.

Per questo motivo l’uso di probiotici, prebiotici ed integratori alimentari a base di fermenti lattici è fortemente incoraggiato per ricostituire la flora batterica intestinale, soprattutto dopo un ciclo antibiotico.

6. La ricerca medica e lo studio del microbiota sono in rapida crescita e stanno aprendo nuove porte per la comprensione del ruolo del microbiota nella salute e benessere.

La ricerca sul microbiota intestinale è in continua evoluzione e promette di rivoluzionare il nostro approccio alla salute e alla medicina. Gli scienziati stanno esplorando nuovi modi per modulare il microbiota attraverso diete personalizzate, probiotici, prebiotici e terapie mirate.

Inoltre, la mappatura del microbioma individuale potrebbe diventare una pratica comune nella medicina preventiva e personalizzata, consentendo di sviluppare trattamenti su misura basati sul profilo microbico di ciascun individuo.

La Mappatura del Microbioma Individuale: Come Funziona e Perché è Importante

Il microbioma intestinale è un ecosistema complesso e unico per ogni individuo, che svolge un ruolo cruciale nella nostra salute. Conoscere la composizione specifica del proprio microbioma può offrire preziose informazioni per personalizzare l’alimentazione e gli interventi terapeutici. Un test del microbioma intestinale permette di mappare dettagliatamente questa comunità microbica. Ecco come funziona e quali sono i benefici di questa analisi.

Come Funziona un Test del Microbioma

  1. Raccolta del Campione: Il primo passo per un test del microbioma è la raccolta di un campione di feci. Questo può essere fatto comodamente a casa utilizzando un kit acquistabile . Il campione viene poi inviato al laboratorio per l’analisi.
  2. Sequenziamento del DNA: Una volta ricevuto, il campione viene sottoposto a sequenziamento del DNA. Le tecniche più comuni includono la sequenza dell’RNA ribosomiale 16S o il sequenziamento metagenomico. Queste tecniche permettono di identificare e quantificare le diverse specie di batteri presenti nel campione.
  3. Analisi Bioinformatica: I dati grezzi ottenuti dal sequenziamento vengono elaborati tramite algoritmi bioinformatici per mappare la composizione del microbioma. Questo processo include la classificazione delle specie batteriche e la valutazione della loro abbondanza relativa.
  4. Interpretazione dei Risultati: Il risultato finale è un report dettagliato che descrive la composizione del microbioma intestinale, identificando le specie predominanti e valutando l’equilibrio tra batteri benefici e potenzialmente patogeni. Il report può includere raccomandazioni personalizzate su dieta, integratori e stile di vita per migliorare la salute intestinale.

 

Benefici della Mappatura del Microbioma

  1. Personalizzazione della Dieta: Conoscere la composizione del proprio microbioma consente di adattare l’alimentazione per favorire la crescita di batteri benefici. Ad esempio, una dieta ricca di fibre prebiotiche può essere consigliata per promuovere i Bifidobacterium e i Lactobacillus, che sono noti per i loro effetti positivi sulla salute.
  2. Identificazione di Disbiosi: La mappatura può rivelare squilibri nel microbioma, noti come disbiosi, che possono essere associati a disturbi gastrointestinali, infiammazioni e altre condizioni di salute. Identificare queste disbiosi permette di intervenire con trattamenti mirati, come l’uso di probiotici specifici o cambiamenti dietetici.
  3. Monitoraggio della Salute: Ripetere periodicamente il test del microbioma può aiutare a monitorare l’efficacia di interventi terapeutici o modifiche dietetiche, consentendo di adattare le strategie di salute in base alle risposte individuali.
  4. Prevenzione delle Malattie: Conoscere il proprio microbioma può aiutare a prevenire malattie. Un microbioma equilibrato è associato a una riduzione del rischio di condizioni come il diabete, l’obesità e le malattie infiammatorie intestinali. Interventi precoci basati sulla composizione del microbioma possono contribuire a mantenere la salute a lungo termine.

Il documentario di Netflix "Hack your Health: I Segreti dell'Alimentazione": considerazioni finali

I test del microbioma rappresentano una frontiera emergente nella medicina personalizzata, offrendo una comprensione approfondita della relazione tra microbiota e salute. Con l’avanzamento delle tecnologie di sequenziamento e delle analisi bioinformatiche, questi test stanno diventando sempre più accessibili e accurati, aprendo la strada a interventi sempre più mirati e personalizzati. Conoscere il proprio microbioma non è solo una curiosità scientifica, ma un passo fondamentale verso una gestione proattiva della propria salute. 
Se vuoi leggere di più su questo argomento, visita la nostra pagina sull’Analisi del Microbiota, in cui spieghiamo come funziona il test di sequenziamento genetico del microbioma.

Coppetta mestruale: guida completa su come funziona, come sceglierla e usarla al meglio

La coppetta mestruale è un piccolo recipiente di silicone, lattice o elastomero medico che viene inserito nella vagina per raccogliere il flusso mestruale anziché assorbirlo. Funziona creando una tenuta a vuoto all’interno della vagina, impedendo al sangue di fuoriuscire. A differenza degli assorbenti o dei tamponi, la coppetta mestruale può essere riutilizzata per molti anni, riducendo così i numerosi rifiuti generati dai metodi tradizionali.

emorroidi

Emorroidi, tutto quello che devi sapere: guida completa, cause, sintomi e cure efficaci

La malattia emorroidaria viene spesso considerata imbarazzante perché riguarda una parte del corpo di cui non siamo soliti parlare apertamente. Tuttavia è molto diffusa e riguarda molte persone. Si tratta di un disturbo che può suscitare timore e pudore, ma è importante conoscerne i sintomi e le cure disponibili.

Le emorroidi sono dei cuscinetti di tessuto ricco di capillari vene e arterie, simili ai corpi cavernosi degli organi genitali. Sono una sorta di guarnizione che garantisce la continenza anale quando gli sfinteri sono rilassati e non lasciano passare il muco o il gas intestinale. A volte nella parte mucosa (emorroidi interne) sono fragili e sanguinano, se invece qualche capillare si rompe nella parte cutanea, si forma una raccolta di sangue e un gonfiore più o meno doloroso. Questo spesso succede in condizioni di stress fisico (sforzi, ecc) o anche psichico quando i muscoli di alcune parti del nostro corpo sono in forte tensione, in questo caso gli sfinteri anali. Evidentemente cose del genere a molte persone possono capitare anche più volte nella vita.

Un altro motivo per cui le emorroidi provocano un disturbo, ma in genere non dolore è quando aumentano di volume e prolassano ossia escono dall’ano, ma di questo parleremo un’altra volta. Insomma, si stima che circa il 10% della popolazione globale soffra per i sintomi della malattia emorroidaria vera e propria, mentre, il 50% delle persone circa, ha  sperimentato questa condizione almeno una volta nella vita. 

Le donne poi sono particolarmente esposte a questi problemi in gravidanza o col parto.

Gestire e prevenire la malattia emorroidaria è dunque importante per evitare sintomi spiacevoli come il sanguinamento, che si confonde

con quello dei tumori, il dolore o il prurito ……..ma scopriamo più nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere per evitare o combattere

questo fastidioso problema.

Pelvishop ha una pluriennale esperienza nel campo dei sintomi delle emorroidi e in questo articolo cercheremo di rispondere a tutte le

tue domande e risolvere i tuoi problemi legati a questa condizione.

Cos’è un’emorroide?

Le emorroidi sono vasi sanguigni vascolarizzati situati a livello o all’interno dell’ano, in qualunque persona. Sono cuscinetti di tessuto muscolo-connettivale che svolgono un’importante funzione nel contenimento e nella corretta espulsione delle feci. 

Le emorroidi possono diventare problematiche quando si gonfiano, infiammano o si irritano, creando sintomi fastidiosi e dolorosi. Questa condizione è nota come malattia emorroidaria.

Quanti tipi di emorroidi esistono e dove sono posizionate?

Esistono 2 tipi di emorroidi.

Le emorroidi interne che sono posizionate all’interno del canale anale e quindi non visibili dall’esterno. Sono situate dove si trova la mucosa rettale, che è meno sensibile. Il sanguinamento è un sintomo comune associato alle emorroidi interne, insieme alla sensazione di irritazione, fastidio e alla fuoriuscita di muco.

Le emorroidi esterne, invece, fuoriescono dall’ano e sono visibili. Questo tipo di emorroidi è particolarmente fastidioso e possono causare molto dolore a causa del tipo di tessuto su cui sono posizionate. 

Cause delle emorroidi

Ci sono diverse motivazioni e fattori di rischio che possono contribuire all’insorgere delle emorroidi, alcuni più gravi, altri meno. Scopriamoli insieme!

  • disfunzione del pavimento pelvico
  • diarrea persistente o stitichezza
  • defecazione frammentata o faticosa
  • predisposizione genetica
  • gravidanza
  • sedentarietà
  • obesità
  • tempi di permanenza sul water troppo lunghi
  • invecchiamento
  • disturbi epatici
  • scarso consumo di fibre
  • sollevamento di oggetti pesanti
  • tendenza a soffrire di varici venose
  • rapporti anali
  • cancro al colon
  • precedente chirurgia rettale

Emorroidi: 4 gradi di gravità

Esistono quattro gradi di gravità della malattia emorroidale, ognuno con sintomi diversi. È importante consultare un medico per una valutazione adeguata e un trattamento appropriato a seconda della gravità delle emorroidi.

Primo grado: le emorroidi rimangono all’interno del canale anale e il sintomo principale è il sanguinamento associato a fastidio. 

Secondo grado: le emorroidi possono fuoriuscire dall’ano (prolasso emorroidario) solo durante l’evacuazione o altri sforzi intensi e rientrano spontaneamente dopo. I sintomi includono sanguinamento, prurito e fuoriuscita di secrezioni.

Terzo grado: prolasso delle emorroidi che rientra solo con un intervento manuale. Possono causare una lieve forma di incontinenza fecale. 

Quarto grado: le emorroidi provocano un dolore molto intenso. In questo caso, l’intervento chirurgico può essere l’unica soluzione efficace per risolvere il problema. 

Emorroidi in gravidanza e post parto

Circa il 30% delle donne in gravidanza soffre di emorroidi.

Tra le principali cause c’è l’aumento della dimensione dell’utero che,

spingendo e appoggiandosi sull’intestino, da origine a episodi di stitichezza.

Se, invece, le emorroidi insorgono nei primi mesi di gravidanza, possono essere spesso collegate a variazioni ormonali, all’aumento di peso corporeo e addominale. 

Le donne che hanno sofferto di stitichezza durante la gravidanza hanno maggiori probabilità di sviluppare emorroidi anche dopo il parto. 

Sintomi delle emorroidi

Le emorroidi possono causare diversi sintomi fastidiosi. Ecco di seguito i principali:

  • sanguinamento durante l’evacuazione intestinale o dopo di essa
  • dolore o sensazione di bruciore nell’area anale
  • prurito o irritazione nell’area anale
  • sensazione di pressione o gonfiore nell’area anale
  • fuoriuscita di tessuto vascolarizzato dall’ano
  • perdita di feci involontaria

I sintomi possono variare in intensità: da una semplice sensazione di fastidio o prurito, fino al bruciore, dolore e fuoriuscita di sangue, che di solito è di un colore rosso vivo. Se il colore del sangue è più scuro, può essere un segnale di patologie più serie.

Se si sperimentano sintomi di emorroidi o se si nota la fuoriuscita di sangue insieme alle feci è importante rivolgersi a un proctologo.

Trattamenti

Guarire dalle emorroidi è possibile, ma con il giusto trattamento e la corretta gestione della condizione. La soluzione migliore è un percorso condiviso con un proctologo, poiché insieme si può valutare la terapia più adatta per ogni singolo caso.

Un proctologo può prescrivere farmaci per alleviare i sintomi delle emorroidi, come pomate, supposte o compresse, può consigliare il tipo di intervento più adatto e guidare il paziente attraverso il processo di recupero post-operatorio. Inoltre, può consigliare cambiamenti nello stile di vita, come adottare una dieta ricca di fibre e praticare esercizio fisico regolare, per prevenire la stitichezza e ridurre il rischio di sviluppare emorroidi.

Cosa mangiare e cosa evitare in caso di emorroidi

Ci sono alcuni cibi che possono aiutare a prevenire o alleviare i sintomi delle emorroidi, mentre altri possono aumentare il rischio di sviluppare o peggiorare la condizione. Ecco alcuni cibi consigliati o sconsigliati per chi soffre di emorroidi:

Cibi consigliati:

alimenti ricchi di fibre, come frutta, verdura, cereali integrali, pane e riso integrale, frutta e verdura, spezie tra cui lo zenzero e la curcuma, la cipolla e l’aglio.

Cibi sconsigliati:

carne rossa, insaccati, cibi irritanti e piccanti, peperoncino e pepe, cibi fritti e

particolarmente grassi, farine raffinate, caffè, tè e bibite gassate, alcolici e

superalcolici.

I rimedi per le emorroidi

Esistono diverse opzioni di trattamento per le emorroidi, a seconda del grado di gravità e dei sintomi che si sperimentano. Emoraus è una crema emolliente per il microcircolo. Con i suoi principi attivi la crema  tende a migliorare la vascolarizzazione, a favorire il riassorbimento delle trombosi nell’ano e la riepitelizzazione in caso di perdite di sangue; astringente antiossidante, migliora il trofismo tissutale e allevia  prurito, fastidio e dolore anale.

Partendo dal fondamento che una buona igiene intima è abitudine essenziale per prevenire e gestire le emorroidi, esistono diversi tipi di trattamenti: dai farmaci sfiammanti ad azione locale a quelli per via orale, ai corticosteroidi, soprattutto in caso di forme più grave di emorroidi, fino agli interventi ambulatoriali.

Ci sono anche rimedi naturali, come l’applicazione di prodotti a base di piante con proprietà antinfiammatorie, come l’elicriso, la centella e il rusco, o l’utilizzo di aloe, olio di jojoba, olio di cipresso, amamelide e menta. 

Pelvishop: il cuore batte con la nostra pelvi e la pelvi si…cura

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Il profumo più sensuale di sempre?

Il profumo della pelvi è influenzato da molti  fattori come la dieta, la salute generale, l’igiene intima e i livelli ormonali. In alcuni casi una lieve fragranza naturale può essere percepita in effetti  come attraente e sessualmente stimolante. Tuttavia questa percezione è soggettiva e può variare da persona a persona.

INCONTINENZA ANALE

Incontinenza anale. Ruolo della terapia comportamentale e conservativa

Hai problemi di stitichezza? 

Estrapolato dalla rivista scientifica Pelviperineologia (Marzo 2021 n. 40)

Percorsi e tappe per il benessere del nostro intestino 

L’incontinenza anale è un sintomo caratterizzato dall’impossibilità di controllare volontariamente l’emissione delle feci e dei gas intestinali impedendoci di percepire o meno lo stimolo. 

È importante conoscerne le cause e comprendere quali siano i fattori di rischio per inquadrare ogni singolo caso in tutti i suoi molteplici aspetti e provvedere con procedure di tipo conservativo, medico e riabilitativo mirate ad un effettivo ed immediato miglioramento della qualità di vita del singolo paziente e delle persone con cui è a contatto. Pelvi Shop cercherà, attraverso un percorso a tappe, di chiarire alcuni punti fondamentali a riguardo.   

INCONTINENZA ANALE

          Pulsaclis

INTRODUZIONE

Incontinenza anale o fecale? È corretto definire anale il mancato controllo volontario della defecazione con perdita involontaria continua o ricorrente di feci e/o gas dall’ano. L’American Society of Colon and Rectal Surgeons usa il termine fecale ma precisa di includere l’incontinenza ai gas che ugualmente può compromettere la qualità di vita di chi ne soffre.

 Si tratta di una forma di disabilità che colpisce l’1-2% della popolazione, nella fascia di età al di sopra dei 40 anni con incidenza superiore nelle donne (8\1) a causa dei traumi da parto e crea una situazione di grave disagio, sia personale che sociale, tale da compromettere in modo significativo la qualità di vita di chi ne è affetto e  diventando a tutti gli effetti un vero e proprio problema sociale o igienico.

Le cause dell’incontinenza sono riconducibili ad una eziologia multifattoriale di per sè indipendente da sesso ed età. Dati recenti hanno dimostrato che l’incontinenza anale tende ad essere sottovalutata dal sesso maschile.  Anche se gli uomini utilizzano diverse strategie di adattamento rispetto alle donne e impiegano più tempo prima di cercare aiuto, la gravità dell’incontinenza fecale ed il suo impatto sulla qualità della vita si sono dimostrati simili in entrambi i sessi.  L’incontinenza anale, come quella urinaria, non deve essere considerata come una fatale espressione dell’invecchiamento e non va sottovalutata. Purtroppo chi ne soffre avverte un senso di disagio che si trasforma in vergogna, al punto tale da ritardare spesso il momento della diagnosi, al contrario è importante un tempestivo avvio a provvedimenti adeguati a curare o ridurre l’incontinenza.  Una diagnosi minuziosa riesce a identificare l’origine del disturbo, e con uno specifico trattamento talvolta, ad arginarlo. Nell’ambito della terapia comportamentale e conservativa l’approccio di prima linea è multimodale, con una corretta informazione, un giusto apporto di fibre, l’impiego di farmaci antidiarroici o anche di lassativi, un programma di riequilibrio del tono della muscolatura pelvica, il miglioramento della sensibilità e della compliance anorettale, il biofeedback, l’elettrostimolazione, le irrigazioni e infine le adsorbenze.

INCONTINENZA ANALE

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DIETA, ABITUDINI INTESTINALI, FARMACI NEI DISTURBI DA INCONTINENZA

 Ma cosa è consigliato mangiare e quali sono le abitudini salutari per il buon funzionamento del nostro intestino, quali gli eventuali farmaci che possono aiutarci? Pelvishop cercherà di fornire alcune indicazioni in merito. 

La dieta: deve essere equilibrata con una buona idratazione quotidiana e un adeguato apporto di fibre alimentari (frutta, verdura, crusca, cereali, legumi). Le fibre insolubili, velocizzano il transito intestinale mentre quelle solubili, rappresentano il nutrimento per la flora batterica intestinale (prebiotici): viene favorita l’eliminazione degli acidi biliari, ridotto l’assorbimento degli acidi grassi e dei carboidrati e favorita la proliferazione dei batteri “buoni” (lattobacilli, bifidobatteri). Quando questi penetrano nella mucosa del grosso intestino, contribuiscono alla produzione delle vitamine del gruppo B e K, all’assorbimento del calcio e riducono lo spazio disponibile per microrganismi “nocivi”, stabilendo un “dialogo” col sistema immunitario. Ecco perché,  una dieta ricca di fibre, riduce la frequenza degli episodi di incontinenza fecale e regolarizza gli equilibri delle funzioni intestinali. È noto che l’alimentazione ricca di cereali, verdura, legumi facilita la defecazione. La stipsi può complicarsi con l’incontinenza, in tal caso, le feci che ristagnano nell’intestino si disidratano, l’evacuazione diventa dolorosa e viene istintivamente bloccata , si riduce il senso di bisogno di evacuare. Condurre uno  stile di vita attivo, dedicare il giusto tempo per le funzioni intestinali, assumere una corretta postura durante la defecazione, aiuta a ovviare alla stipsi e ad evitare o rallentare l’evoluzione dei fattori che causano l’incontinenza. Nei casi in cui la diarrea contribuisca al problema, un’alimentazione ad alto contenuto di fibre, può aiutare. È importante eliminare, almeno momentaneamente, i prodotti che contengono lattosio. 

In questi casi i  probiotici hanno proprietà benefiche senza effetti collaterali. Le funzioni che vengono loro attribuite sono in continuo aumento per numero e importanza: difensiva, anti-disbiosi, metabolica, digestiva, praticamente su tutti i sistemi dell’organismo. La funzione difensiva implica l’interazione positiva dei batteri probiotici  con le mucose intestinali stimolando il sistema immunitario locale. Le pareti intestinali si difendono dall’attacco di microrganismi “nemici” grazie alla produzione di muco e alla secrezione di sostanze ad azione antibatterica. Ciò attraverso il potenziamento dei ceppi di microrganismi benefici e contrastando la diffusione di quelli patogeni il cui sviluppo incontrollato altera gli equilibri. I fattori che possono scatenare la disbiosi comprendono stress, uso e abuso di antibiotici, alimentazione disordinata responsabile di diarrea, stipsi, meteorismo e dolore addominale.

Il trattamento farmacologico: la terapia medica include farmaci antidiarroici come la loperamide cloridrato o il difenossilato. Riducono le contrazioni dell’intestino, rallentano la motilità intestinale ed il transito con maggior riassorbimento di acqua dalla massa fecale che acquista più consistenza. Si riduce quindi la frequenza delle evacuazioni. Altri farmaci che possono essere di beneficio includono l’amitriptilina, che diminuisce le contrazioni rettali, e la clonidina a basso dosaggio con effetto α-adrenergico per ridurre la sensazione di distensione rettale e l’urgenza alla defecazione. 

CONCLUSIONI

L’incontinenza fecale è un disturbo fonte di imbarazzo e disagio, che porta all’isolamento e si manifesta con l’avanzare degli anni per cui si tende a considerarla una condizione irreversibile nel ciclo vitale di un essere umano e non a trattarla come una vera e propria patologia e a studiarla poco; in realtà si osserva anche nella popolazione giovane e adulta. La disponibilità degli ausili monouso ad assorbenza per incontinenti non deve e non può prescindere dall’attuazione di idonei interventi: invitare o accompagnare l’assistito, anche su sua richiesta, in bagno ad intervalli regolari, fargli eseguire esercizi per facilitare la presa di coscienza, rinforzare il sistema di sostegno degli organi pelvici e così curare o almeno ridurre in modo significativo l’incontinenza. Il primo approccio terapeutico è di tipo conservativo con un percorso riabilitativo che tenga conto della eterogeneità delle problematiche da trattare, e della possibilità di selezionare i casi più complessi che necessitano di un trattamento di tipo chirurgico. Attraverso i Medici di Medicina Generale, i Ginecologi, gli Urologi e i Geriatri, col supporto delle associazioni di pazienti come la FINCOPP, è fondamentale promuovere una corretta informazione con un linguaggio semplice ed appropriato sul tema dell’ incontinenza sia urinaria che fecale, il che sta anche alla base della prevenzione. In questo contesto va valorizzata la collaborazione multidisciplinare e multiprofessionale di medici specialisti, infermieri, fisioterapisti, ostetriche, psicologi, costruita sui bisogni della persona e della sua famiglia. 

Altra tappa fondamentale nel percorso per il benessere del nostro intestino è la riabilitazione del pavimento pelvico, cui abbiamo deciso , proprio in virtù della validità nei  campi di applicazione e dei  risultati, di dedicare una pubblicazione ancor più approfondita nella prossima pubblicazione.

Estrapolazione e rivisitazione dell’articolo  scientifico pubblicato nella rivista specialistica Pelviperineologia, ad opera di:  MATTEO BRUNO1, NICOLA GHIRALDO2, ANTONELLA CAVALIERI3, ORNELLA BRIGO4

GIUSEPPE DODI2

1 Comitato Scientifico Fincopp, San Giovanni Rotondo, Foggia, 2 Centro Pelvi, Padova,

3 Ostetrica, Padova, 4 Infermiera Professionale, Vicenza

Leggi l’articolo completo https://www.pelviperineologia.it/marzo-2021/pdf/pelviperineologia-marzo-2021.pdf

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